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Moda sostenibile e buon gusto: intervista a Angela Inferrera

Moda sostenibile e buon gusto: intervista a Angela Inferrera

Oggi ti voglio parlare di Angela, mamma, moglie e donna appassionata di moda.

La sua storia è molto simile alla mia, quando la passione, la fantasia e la voglia di fare coincidono spesso nascono cose bellissime.

Angela già lavorava nell’ambiente della moda e ha realizzato un sito web dove offre consuelenze per chi vuole imparare a vestirsi con gusto.

Ho deciso di farle un’intervista, per farvi raccontare proprio da lei la sua storia e la sua attività legata al mondo della moda e dell’eco-sostenibilità.

GreenMagazine intervista Angela Inferrera di concosalometto.com

Ciao Angela, chi sei e raccontaci un pò di te. Come è nato il progetto concosalometto.com?

E’ nato un po’ per caso e un po’ per necessità. Nel 2017 ho dovuto chiudere l’ultimo che restava dei negozi di famiglia a cui mi ero dedicata, barcamenandomi tra la mia prima figlia e la casa, dopo un percorso professionale all’interno di uffici stampa di grandi aziende sempre nel settore moda. La moda mi è sempre piaciuta, si può dire che ci sia nata e cresciuta, così come ho sempre amato scrivere. Mi sono chiesta come avrei potuto mettere insieme le mie due passioni e la risposta è stata: perché non provare ad aprire un blog? Il nome è nato dalla domanda che mi facevano più spesso le mie clienti. Venivano da me con capi di tutti i tipi perché non sapevano come abbinarli e mi chiedevano: questo con cosa lo metto? Mi sono detta che poteva funzionare!

Oggigiorno siamo sempre più portati a spendere, spesso acquistiamo vestiti che mettiamo una volta e poi non utilizziamo più. Quale è il trucco per fare un acquisto azzeccato? Quali caratteristiche deve avere un capo che non ci farà mai pentire di averlo comprato?

Per me le caratteristiche sono due:

1. deve essere di qualità, il che non significa necessariamente in fibra naturale (ci sono degli ottimi poliestere sul mercato, ma hanno un costo e NON sono quelli che si trovano nel fast fashion). Inoltre deve essere ma rifinito bene, con cura e creato con attenzione ai dettagli.

2. deve rappresentarci. Se ci sentiamo a nostro agio con quello che abbiamo addosso, non lo lasceremo mai appeso nell’armadio perché non sappiamo come abbinarlo. Se un capo parla di noi, lo porteremo volentieri e lo metteremo spesso. 

E’ meglio scegliere un capo più costoso e di qualità o avere molti capi di qualità minore da poter piano piano cambiare?

La risposta sostenibile è la prima, ma c’è una piccola parentesi da aprire. Ci sono fasi nella vita in cui siamo ancora alla ricerca del nostro stile e della nostra personalità e quindi è normale voler cambiare e sperimentare e per farlo è utile avere a portata di mano più opzioni tra cui scegliere. Come coniugare la sostenibilità con la ricerca dello stile? Intanto cominciando a frequentare negozi che non vendono uno stile standardizzato, uguale per tutti in tutto il pianeta. Provare a vedere cosa si trova nei negozi vintage o on line, che molto spesso regalano delle chicche introvabili a prezzi molto contenuti. Controllare sempre la qualità di quello che acquistiamo e, una volta che questo capo non ci rappresenta più, rivenderlo o scambiarlo, insomma, evitare che finisca in discarica.

Quanto è importante essere consapevoli di quello che si compra?

Moltissimo. E’ una cosa che sto insegnando piano piano anche alle mie figlie. Faccio loro sentire i tessuti, la lana bella, il cachemire, il cotone che si riesce a tenere in mano e che non è un foglio di carta velina che con due lavatrici ha fatto i buchi. Se crescono senza pensare che sia indispensabile avere un armadio pieno di cose, ma poche cose belle, sarà più facile per loro (spero) diventare donne che acquistano in modo consapevole… e questo ovviamente vale non solo per i vestiti.

Angela Inferrera – concosalometto.com

Parliamo di riutilizzo e riciclo.. Green Magazine è il regno del riciclo, spesso pubblico articoli dove mostro come riutilizzare vari oggetti di vita quotidiana. Esiste una seconda vita per i capi che non mettiamo più o che sono rovinati?

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Certo che sì. Per capi che non mettiamo più ma che sono utilizzabili da altri, ci sono piattaforme come Armadio Verde, Subito.it o simili dove è possibile rivenderli, sempre che non preferiamo darli a parenti, amici o alla parrocchia. Se invece i capi sono proprio smessi e inutilizzabili, purtroppo la fine è la discarica. So che esistono grandi aziende che raccolgono i capi che vengono conferiti a punti vendita che aderiscono alla raccolta di abiti usati a fronte di coupon sconto e in generale si tratta di fast fashion. Piuttosto della discarica o dei bidoni gialli, il cui contenuto spesso finisce ad alimentare il racket della mafia perché classificato come rifiuto, meglio conferirli lì. L’importante poi è usare quel buono per acquistare con la testa! 

Nel tuo sito web, oltre a tantissime idee su come abbinare i capi, troviamo una lista aggiornata dei brand ecosostenibili. Finalmente tantissimi brand hanno introdotto collezioni green sostenibili. Quanto è importante scegliere materiali naturali?

La scelta della fibra 100% naturale in alcuni casi permette che il capo venga utilizzato per ottenere fibre rigenerate, come nel caso della lana o del cachemire. I misti purtroppo finiscono in discarica, mentre il riciclo del cotone è ancora molto difficile. Scegliere fibre naturali inoltre evita che vengano utilizzati derivati del petrolio per la loro produzione, quindi, a meno che non si tratti di poliestere o nylon riciclati, è certamente la scelta più sostenibile. C’è da fare una distinzione importante però: un conto è dire brand sostenibile, un conto è dire collezione sostenibile in un brand che non lo è. E’ certamente un passo in avanti, ma una sola collezione in cotone organico o poliestere ricavato dalle bottiglie PET non rende un brand sostenibile. Il greenwashing su questo viene utilizzato in modo massiccio dalle aziende.

Hai qualche consiglio da dare alle nostre lettrici che vogliono avvicinarsi alla moda sostenibile?

Sì, uno in particolare: chiedetevi se quello che state per acquistare vi serve davvero. Facendovi questa semplice domanda, vi accorgerete che ridurrete drasticamente il volume del vostro shopping e potrete comprare meno e meglio, capi di maggiore qualità, destinati a durare

Da poco hai inaugurato un nuovo videocorso  dove insegni alle persone a vestirsi con gusto. Come ti è venuta questa bella idea? Quali sono gli errori più comuni che fanno le persone quando aprono il proprio armadio?

L’idea è venuta da sola, se si può dire. Per tantissime donne a cui faccio consulenza il problema principale è quello di avere l’armadio pieno e non sapere mai cosa mettere, Così comprano altre cose, che non metteranno e che non faranno altro che aggravare la situazione! Come interrompere questo circolo vizioso? Ho pensato che qualche buon consiglio su come capire cosa ci sta bene e cosa no e su come fare per utilizzare tutti i capi che abbiamo nel nostro armadio avrebbe potuto essere utile. Il corso è interamente fruibile on line, quindi frequentabile anche dalle neomamme, dalle donne che non hanno mai un attimo di tempo e che faticherebbero ad andare in una vera a propria classe. Quindi ecco, è stato pensato per semplificare la vita, in ottica sostenibile!

Vi lascio i link della pagina del suo videocorso e la lista aggiornata dei brand sostenibili.

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